Marc Marquez è scoppiato in lacrime dopo il traguardo: non per il dolore del braccio ancora indolenzito, ma stavolta per la gioia
È un Marc Marquez commosso e commovente quello che si presenta ai microfoni dei giornalisti al termine del Gran Premio del Portogallo di MotoGP a Portimao. A fine gara, rientrato ai box dopo aver tagliato il traguardo, è scoppiato letteralmente in lacrime. Ed è facile comprendere il motivo.
Non solo è tornato in sella alla sua Honda dopo nove mesi di assenza per infortunio. Non solo è riuscito a portare a termine tutti e venticinque i giri della corsa, e per un pilota che non ha ancora ritrovato la perfetta forma fisica era tutt’altro che scontato. Ma addirittura è riuscito a conquistare il settimo posto.
Insomma, un trionfo. Che merita tutta la scarica di adrenalina finale: “Di solito sono una persona che si tiene dentro le emozioni, ma stavolta a fine gara non mi sono controllato”, ammette il Cabroncito. “È stato un weekend diverso, un passo importante per la mia carriera e per la mia vita. Non era un pianto di dolore, ma per tutto questo tempo lontano dalle corse, per il team… per tutto! Finalmente mi sono risentito pilota”.
Certo, il percorso ancora da compiere per ritornare il miglior Marc Marquez è ancora lungo. La lunga inattività si fa sentire: “Non guidavo come di consueto. L’unico momento in cui ho guidato a modo mio è stato nelle libere, ma fossi andato avanti così sarei stato distrutto. Faccio ancora fatica con il tricipite, non posso usare il gomito come piace a me e all’ultima curva ho fatto tanta fatica. Il recupero non è ancora finito e non finirà a Jerez. Dopo nove mesi con il braccio fermo è difficile: piano piano si sta sbloccando tutto, anche a livello mentale”.
Marquez, però, ha già le idee chiare su come continuare il suo percorso di preparazione: “Quello che mi manca è continuare a lavorare in palestra e in moto: fa la differenza stare in sella”, spiega. “Nei prossimo due mesi potrò allenarmi tanto durante i weekend di gara, a casa invece si fa poco. Anche l’osso è a posto, ma non posso sottoporlo ad uno stress eccessivo, quindi salirò in moto solo durante le gare, poi da metà stagione comincerò ad allenarmi su due ruote anche a casa”. Il più è stato fatto, però. Da adesso in poi non potrà che essere tutto in discesa.
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