La Ducati sembra essere la moto migliore con l’acqua o con l’umido. Male Yamaha, Suzuki e Honda. Aprilia e Ktm possono essere ottime alleate
Una prima giornata di prove complicata a Misano per via dell’acqua in pista. E, con queste condizioni, emergono i primi verdetti. Come quello che la Ducati è in palla anche con la pioggia. E la Yamaha rischia di affondare.
Tra i più positivi ovviamente Jack Miller. Non tanto per il miglior tempo fatto segnare nel pomeriggio, quanto per il ritmo espresso anche al mattino con tanta acqua in pista. Bisognerà vedere se riuscirà a rimanere così anche sull’asciutto, ma l’inizio non è male. Potrebbe essere un’arma in più contro Fabio Quartararo, che comunque ormai ha il Mondiale a portata di mano.
Ancora non a posto Pecco Bagnaia, che però sa sempre trovare qualche soluzione giusta al momento opportuno. Ma rimane comunque nelle prime posizioni e questo è un bene se vuole ancora sperare di lottare per il titolo. Quartararo che invece è andato in difficoltà, soprattutto in condizioni di umido. Ma in generale è la Yamaha ad aver mostrato, come spesso gli capita, di digerire poco l’acqua, al contrario della Ducati. Annaspano infatti Franco Morbidelli, Andrea Dovizioso e Valentino Rossi. Per il Dottore molto meglio la pista completamente bagnata, perché con l’umido è stato di nuovo un disastro.
Con queste condizioni di maltempo, occhio che la situazione può essere davvero imprevedibile. E la Ducati, che sembra la moto migliore, può approfittarne. Anche perché le outsider sono uscite fuori e hanno lanciato un segnale.
A partire dall’Aprilia, che ha piazzato Aleix Espargaro e Lorenzo Savadori nella top ten. Ottimo il ritorno soprattutto dell’italiano, messo da parte dall’arrivo di Maverick Vinales, che invece sta ancora soffrendo questo lungo adattamento al nuovo mezzo. Bene anche la KTM, con Lecuona, Oliveira e Petrucci per ora tra i primi dieci e che possono fare la differenza con pista bagnata.
Indietro invece le Suzuki, che non hanno trovato ancora la quadra, con il solo Mir a salvare la baracca. Così come la Honda, con Marc Marquez quattordicesimo e alle prese con un mezzo ancor più complicato da domare con l’acqua. Ma chissà che domani le cose cambino radicalmente.
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