Sergio Marchionne non ha mai visto di buon occhio le auto elettriche, ed oggi vi parleremo di quelle parole che disse anni fa.
Le auto elettriche non riescono ad ottenere il successo in cui si poteva sperare, e sono in piena recessione se si mette a confronto il numero di vendite con quello che è l’investimento dei costruttori. Pensate che in Italia la quota di mercato è inferiore al 4%, e la profezia di Sergio Marchionne si sta rivelando pienamente azzeccata, pur essendo stata pronunciata ormai diversi anni fa. L’ex amministratore delegato della FIAT ed ex presidente della Ferrari è venuto a mancare nel 2018, quando ancora le BEV rappresentavano una piccolissima parte di mercato.
Nel corso di questi 6 anni, la crescita non è stata esorbitante, ma qualche piccolo passo in avanti è stato fatto. Tuttavia, le auto elettriche rappresentano ancora un grosso problema, e stanno costando licenziamenti e gravi perdite ai costruttori, che però continuano ad investire su di loro, convinti che saranno i modelli del futuro. Andiamo a scoprire, nel dettaglio, quelle che furono le profezione di Marchionne sul mondo delle emissioni zero.
Le auto elettriche sono un disastro annunciato, e Sergio Marchionne, in tal senso, ci aveva visto lunghissimo. Il manager nativo di Chieti disse che avrebbero condotto a dei maxi licenziamenti, e che i loro costi di produzione sarebbero stati molto più alti rispetto a quelli dei modelli termici ed anche ibridi. Tutto ciò si sarebbe poi riflettuto sul prezzo finale, quello di vendita imposto al cliente, con delle vendite che sarebbero state sempre molto basse.
Secondo Marchionne, inoltre, la vera sfida sarebbe stata il cambiamento del sistema con cui si produce l’energia elettrica, cosa che ancora però non si è verificata. La verità è che il manager scomparso nel 2018, come spesso accadeva, ci aveva visto lungo, avvertendo su quelle che sarebbero state le complicazioni del settore. Al momento, le BEV stanno causando più problemi che benefici, come dimostrato dalla crisi nera del gruppo Volkswagen, dal fallimento dell’americana Fisker e da molto altro ancora. Ed i posti di lavoro sono sempre meno.
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